Le Muse Orfane

Le Muse Orfane

In Scena

Regia  Rocco Mortelliti

Produzione  Monade

LE MUSE ORFANE
di Michel Marc Bouchard

TODI ARTE FESTIVAL 2006

Personaggi

Catherine Tanguay _ Francesca Giorgini
Isabelle Tanguay _Alessandra Mortelliti
Martine Tanguay _Nicoletta La Terra
Luc Tanguay _ Donato Intini

Regia
Rocco Mortelliti

Saint-Ludger de Milot (Quebec). Le tre sorelle Isabelle, Catherine, Martine e il loro fratello Luc, sono cresciute senza genitori. Il padre è morto durante la guerra, la madre li ha abbandonati per scappare con il suo amante spagnolo e li ha affidati alle cure di Catherine, la primogenita.
Siamo nel 1965. A vent’anni dall’abbandono della madre, i quattro fratelli, ormai adulti, si ritrovano dopo tanti anni riuniti nella loro casa d’infanzia. E’ Isabelle, la più piccola, che li ha voluti di nuovo insieme. Cresciuta nella convinzione che sua madre fosse morta, ora sembra decisa a voler “resuscitare” il passato per risalire alla verità.
Nel confrontarsi i quattro scoprono di non aver mai superato l’abbandono della madre e tutto quello che ne è conseguito.Ognuno di loro è prigioniero dei propri fantasmi, delle proprie paure e delle proprie frustrazioni.
Il ricordo di questa madre disposta ad abbandonare tutto pur di essere libera, è per i quattro fratelli qualcosa di doloroso ma allo stesso tempo di mitico e fiabesco.
Si ritroveranno così a “giocare alla mamma”come quando erano bambini, evocando i momenti più importanti della vita di questa donna che è forse il personaggio più misterioso di questa folle vicenda. Ed è proprio attraverso la rappresentazione della loro madre e quindi attraverso l’ utilizzo del “teatro nel teatro” che i protagonisti si avvieranno verso una conclusione che prende le sfumature di una resa dei conti.

Durata:
1 ora e 30

Considerazione sul testo

Nelle “Muse” l’autore tratta una numerosa serie di argomenti: l’abbandono, la diversità, l’ignoranza, l’omosessualità, la frustrazione, l’impossibilità di essere se stessi,. Nel farlo Bouchard utilizza l’ironia. Un’ironia forte e pungente che talvolta diventa grottesca. I quattro personaggi rappresentano quattro personalità completamente diverse. Ognuno è prigioniero di una propria follia e di una propria ossessione. Messi insieme in una stessa stanza non possono fare a meno di scontrarsi, graffiarsi, massacrarsi.

Considerazioni tecniche

Il testo è diviso in tre atti. I personaggi si muovono all’interno di un unico ambiente: il salotto di casa. Per la scenografia abbiamo pensato a qualcosa di semplice ed essenziale. Un tavolino, quattro sedie ed altri piccoli elementi.

Le Muse Orfane